Le ferie arrivano sempre ad estate inoltrata, due settimane lontano dalla frenesia lavorativa non possono che fare bene allo spirito. Quest’anno come sempre, visto la prevalenza di gite in montagna nella primavera io e Vale abbiamo deciso di passarle prevalentemente al mare, ma ciò non toglie che qualche giorno in montagna sono riuscito ad organizzarlo poco prima del ritorno lavorativo.
In pratica due giorni di aria pulita, logicamente in campeggio, a Cortina d’Ampezzo era l’idea e così è stato, partenza mercoledì dopo pranzo e le dolomiti come meta. C’è una finestra di bel tempo, mercoledì e giovedì, venerdì chiamano brutto quindi decidiamo di concentrare i progetti nel pomeriggio/sera di mercoledì e nella giornata di giovedì. Quali progetti ? beh la fotocamera ultimamente non aveva immortalato qualche bel tramonto dolomitico , quindi il progetto per la sera di mercoledì era proprio di gustarsi i bei colori della sera al Passo Falzarego. Per giovedì invece l’idea è quella di salire la Tofana di Rozes per la via normale , percorrendo il versante nord – ovest .
Ore 17:30 di mercoledì , siamo al Camping Rocchetta, nei pressi di Cortina…appartato, piccolo e ben curato, LO CONSIGLIO !!!
Montiamo la tenda , prepariamo il materiale e ci vestiamo, partiamo verso Il Falzarego in auto. Ore 19 e 30 siamo alla partenza della Funivia del Lagazuoi . A piedi saliamoo per quelle che d’inverno sono le piste da sci per circa mezzora, fino a raggiungere un pianoro che concede una visuale di grande respiro sul panorama. il sole sta cominciando a calare e a scaldare il paesaggio, io con la macchina fotografica attendo ancora un pochino prima di scattare.
il sole oramai sta scendendo , la luce è poca e noi ci godiamo questi ultimi momenti in silenzio mentre qualche marmotta esce dalle tane e gli uccellini fanno il loro ultimo giro di “ronda” prima della notte.
in ogni caso il colpo di scena c’è sempre…infatti , dopo poco che il sole fa capolino, è la luna a farsi spazio dietro al gruppo del Sorapiss, è completamente piena e sembra staccarsi dalla parete crescendo verso destra…peccato per la foschia ci diciamo, sarebbe stato ancora più bello con il cielo sgombro…siamo nella famosa “ora blu ” momento nel quale dopo che il sole tramonta completamente tutto il paesaggio assume dei colori azzurri, magenta e blu…è la prima fase della notte, che in questi luoghi rende tutto veramente magico
Ammaliati da tale bellezza torniamo verso l’auto, con l’ausilio della torcia frontale…sono le 21:00 circa. grande tramonto…anche se la luce me l’aspettavo molto più incisiva. Andrà meglio quest’inverno… !
Dopo la discesa della sera , prepariamo la cena e ci sistemiamo per la notte…e per il giorno della fatidica salita, La Rozes, che abbiamo ammirato questa sera, ci sta aspettando .
Giovedì, ore 7:00 ci svegliamo e con il sole appena sorto ci alziamo e sistemiamo gli zaini, come da previsioni si prospetta una bella giornata. Sfrecciamo quindi verso il Rifugio Dibona e arriviamo in perfetto orario…sono le 8:30 c’è già molta gente…parcheggiamo.
Il progetto è di salire al Rifugio Giussani, e salire poi alla cima di questa che è forse la montagna più famosa nei pressi di Cortina
A parte il grande dislivello il giro non presenta particolari difficoltà, di tratta infatti sempre di sentiero ben segnato ( tranne alcuni punti nella parte alta della via ), ma è pur sempre una salita che porta a quota 3’225 metri, quindi bisogna affrontarla con le dovute precauzioni e sopratutto essendo certi della meteo!
cominciamo quindi dietro al rifugio a salire per le rampe abbastanza ripide fortunatamente in ombra, utili a scaldare a dovere i muscoli…la vegetazione lascia spazio ai pini mughi e successivamente sopra quota 2500 entriamo nel regno delle rocce. Vale sale abbastanza agevolmente, i muscoli rilassati dalla settimana al mare oggi riceveranno una bella batosta ! il sentiero è largo e in prossimità di forcella Fontananegra si inerpica bruscamente tramite alcuni zig-zag che fanno guadagnare la quota finale verso il Rifugio Giussani
Arrivati al Giussani, un piccola sosta è d’obbligo, siamo in perfetto orario, poco più di un’ora di cammino e siamo al primo obiettivo di giornata…col gli occhi verso l’alto osserviamo la seconda parte del percorso. La cima della Rozes si vede, sgombra di nuvole…ma è lontana…
subito dopo il rifugio si prosegue per la traccia segnata tra i massi e i detriti, il sentiero sale su piu’ stretto, attraversiamo anche qualche nevaio su traccia molto sicura. Dopo aver attraversato il ghiaione ( che si vede nella foto ) affrontiamo i salti di roccia posti sulla destra del versante, qui la traccia diventa piu’ difficile da seguire, ci sono infatti molteplici vie di salita e la particolare conformazione delle rampe fa si che pioggia e neve le modifichino in continuazione…Vale accusa un pochino il colpo…siamo a metà circa della seconda parte…quota 2’800..si deve fermare e io la incoraggio a non mollare…lei mi ascolta e mi manda a fan…lo. E’ stata molto brava fin d’ora e mi dispiacerebbe molto se mollasse…
siamo finalmente a quota 3100 m. circa…il versante ampio e ripido ci porta finalmente alla fantastica cresta finale, affilata e molto affascinante, sembra che la cima sia proprio li…ma tutto trae in inganno…mancano ancora 45 minuti per fare gli ultimi 150 metri di dislivello e accarezzare la croce di vetta
Siamo sopra alle nuvole, che si muovono e fanno dei giochi meravigliosi scontrandosi con la parete sud, salgono e scompaiono, oscurando la visuale del panorama ( purtroppo ) e la croce…ancora qualche sforzo e cominciamo ad intravvedere la meta…ci siamo quasi
dopo 3 ore e mezza di cammino siamo in cima alla Tofana di Rozes…sempre bellissima !