Ottobre inoltrato, weekend inaspettato! alla scoperta delle Cime d’Auta, uno scrigno selvaggio al cospetto della Marmolada.
16 Novembre 2024

Con un po’ di ritardo vado a raccontare una splendida uscita fotografica effettuata poco prima dell’arrivo della neve invernale, lo scorso anno. L’idea è quella di godermi “un’avventura” in solitaria, nei miei progetti la meta dell’uscita è inizialmente il monte Pavione sulle vette Feltrine, però il dislivello e la lunghezza dell’itinerario mi fanno subito dubitare sulla buona riuscita dell’escursione.

In ogni caso decido di partire ugualmente , salirò fin dove me la sento, dopotutto sono reduce da un infortunio al ginocchio e non voglio forzare troppo. Oltretutto sono da solo, è dicembre, le giornate sono molto “corte”, quindi meglio non esagerare, sarà un’uscita plaisir, o almeno lo spero ! 😀

Arrivo a mattina inoltrata a passo Croce d’Aune, mi preparo e parto seguendo il sentiero 801 che ha come prima meta il rifugio dal Piaz. Il sentiero si snoda su comoda mulattiera che risale dolcemente il crinale della montagna, prima in mezzo al fitto bosco e poi con l’aumentare della quota la vegetazione tende a diradare sempre di più lasciando spazio ad ampi pascoli d’erba.

Salendo al dal Piaz verso la Valbelluna
la mulattiera da percorrere in salita verso il rifugio

Arrivare al rifugio è già abbastanza impegnativo, ( sono circa 2 ore di camminata a buon ritmo per circa 900 metri di dislivello positivo) e anche lo sviluppo non è per nulla scontato, se consideriamo poi che la salita si svolge tutta rivolta a sud e mi fa sudare l’impossibile…e siamo a dicembre…non voglio neanche pensare a cosa voglia dire percorrerlo d’estate, oltretutto senza un filo di ombra.

quasi nei pressi del rifugio Dal Piaz

Arrivo al rifugio ( che è ovviamente chiuso nella stagione invernale ) poco dopo pranzo, il sole scenderà tra qualche ora, ho tutto il tempo di godermi questi panorami prima di ripartire in salita verso il crinale di cresta che divide i circhi glaciali delle vette Feltrine, infatti i meravigliosi anfiteatri naturali che si estendono a poca distanza dal rifugio, un tempo erano dei ghiacciai sospesi che hanno modellato il paesaggio, rendendolo unico nel “panorama dolomitico“.

Dopo essermi riposato e rifocillato riparto seguendo il sentiero fino ad arrivare di li a poco al passo delle Vette Grandi, da qui imbocco il sentiero 817 che impenna verso nord e che si raccorda sul crinale di cresta in direzione del monte Pavione…non nego che sono stanco ma proseguo in salita per una buona mezz’ora meravigliandomi per la bellezza del luogo…sono sospeso su questa cresta con un panorama lunare tutto intorno a me e soprattutto non sento alcun rumore… le “Feltrine” sono famose per la solitudine, sono delle montagne poco frequentate perchè richiedono sacrificio e allenamento. Qui non troverete mai confusione, perchè solo chi ha “gamba” ci sale e di sicuro il fiato se lo tiene ben stretto perchè sa che gli servirà 🙂 …già d’estate si trovano pochi frequentatori, pensate d’inverno, con le giornate corte e il freddo incombente della sera. Si è da soli, ed è una cosa straordinaria !

si risale la dorsale dal Passo delle Vette Alte che si vede qui sotto
la solitudine
maestosità e desolazione…spettacolo assoluto
le ombre si allungano verso il Piz de Sagron , Sasso de Mura e in fondo su Civetta e Moiazza

Arrivo sulla cima delle Vette Grandi ( 2130 m. ) , mi fermo, mi siedo e mi sento veramente appagato…decido che per oggi la salita finisce qui, non voglio forzare oltre e soprattutto mi sento di essere nel posto giusto per il tramonto che verrà.

“Purtroppo” la giornata è fin troppo tersa, è un peccato perchè qualche “nuvoletta” non guasterebbe affatto a rendere ancor più bella la composizione delle fotografie, ma tantè ! non ci possiamo fare nulla e bisogna prendere quello che arriva sempre con la gratitudine di poter godere della bellezza della natura.

Aspetto…rimango immobile, seduto in silenzio ad ammirare ogni singolo particolare che notano i miei occhi. Poco dopo il sole comincia scaldare l’atmosfera…le ombre si allungano, la luce dorata e calda del tramonto comincia a colorare tutto il paesaggio…verso le montagne, verso la pianura è un’esplosione di colori…che magia !

Scatto fotografie, mi godo questa meravigliosa atmosfera con la certezza che sono da solo nel raggio di chilometri ad ammirare il lento scendere del sole…è sempre un grande privilegio.

le ombre si allungano, la luce si scalda verso il tramonto
spettacolo verso l’Alpago
verso ovest
la meravigliosa luce del tramonto inonda gli anfiteatri glaciali delle Vette Feltrine
ammirando ancora il sole
Verso Il Piz Sagron e Il Sass De Mura
Ultimi raggi di sole…solo io a godermeli

Subito dopo che gli ultimi raggi di sole sono scesi all’orizzonte, comincio la discesa verso valle, Il crepuscolo mi aiuta e per circa mezz’ora non uso la torcia frontale, meravigliandomi della bellezza della luce fioca che si spegne lentamente e che lascia lo spazio alle tenebre di una notte senza luna con un sacco di stelle in cielo.

La mia uscita si conclude poco dopo, quando raggiungo nuovamente l’auto al parcheggio di passo Crode d’Aune.

alle prossime uscite !

A N D R E A